Un incontro importante

Simone Micheli e  Wu Siegfried Zhiqiang | Simone Micheli con un gruppo di studenti alla Tongji University di Shanghai

Simone Micheli e Wu Siegfried Zhiqiang | Simone Micheli con un gruppo di studenti alla Tongji University di Shanghai

Da qualche giorno sono tornato dal workshop “Italian Luxury Domestic Spaces and Wellness“ che ho tenuto dal 19 al 23 Febbraio presso l’Università Tongji di Shanghai e mi restano in mente tutti i momenti costruttivi e densi di significato che ho condiviso con moltissime nuove ed interessanti persone incontrate durante questa settimana di lezioni.
Shanghai è una città molto interessante, dinamica, veloce, densa vita e di persone, che di notte brilla delle luci cangianti e colorate dei grattaceli, dei centri commerciali, delle facciate luminose del Financial Centre.
Con meravigliosa ospitalità, dedizione e disponibilità sono stato accolto presso l’Università Tongji e le lezioni sono state per me un’occasione privilegiata per entrare in contatto e apprezzare le capacità intellettuali, umane e professionali dei partecipanti che ho visto estremamente ricettivi ed interessati, nonché di gettar nelle loro menti e nei loro cuori i semi della mia esperienza e della mia professionalità.
Uno degli incontri piu’ interessanti avuti durante il mio soggiorno e’ stato sicuramente quello con il Professore Wu Siegfried Zhiqiang, Vice Presidente dell’Università Tongji, con il quale sono bastate soltanto poche parole per far emergere la forte radice che ci accomuna, l’intento condiviso di voler migliorare la qualità della vita per gli umani visitatori.
“Better city, better life” infatti, è stato il tema portante dell’Expo 2010 di Shanghai di cui il Wu è stato il curatore della pianificazione spaziale.
Parlando del nostro reciproco fare ci siamo scoperti immediatamente amici ci siamo resi conto di come le nostre opere mirassero a questo comune proposito: dalla programmazione e riqualificazione del tessuto urbano ad una nuova visione e pianificazione architettonica con il fine di favorire uno sviluppo sostenibile e di accrescere il valore della vita.
Abbiamo parlato anche dell’importanza di un rapporto cosciente ed equilibrato dell’uomo con l’ambiente che lo circonda.
Abbiamo parlato della ricerca dell’armonia tra ciò che è stato e ciò che sarà, tra ogni essere umano e la natura, tra gli uomini e la società e abbiamo, dunque, trovato un altro fondamentale punto in cui le nostre le filosofie progettuali si incontrano.
E’ stato bello conoscere Wu e tornare ancora una volta in Cina che sta continuando a crescere con la volontà di costruire percorsi sempre più sostenibili.

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A great meeting

Few days ago I came back from “Italian Luxury Domestic Spaces and Wellness“ workshop that I held, from the 19th to 23rd of February, at Tongji University of Shanghai. Now there are still in my mind all the constructive and meaningful moments that I shared with a lot of new and interesting people met during this week of lessons.
Shanghai is a very interesting city, dynamic, fast, full of life and people; it shines during the night because of shimmering and colourful lights of skyscrapers, shopping malls, bright facades of Financial Centre.
I have been received from Tongji University with a wonderful hospitality, dedication and availability and lessons have been for me a privileged occasion to be in touch and to appreciate intellectual, human and professional talents of participants that were very interested and receptive. It has also been an opportunity to plant, in their hearts and minds, the seed of my experiences and competences.
One of the most interesting meeting I had was surely with The Professor Wu Siegfried Zhiqiang, Vice President of Tongji University, with which soon the our strong common root emerged, our shared purpose of getting better human quality of life.
“Better city, better life” has in fact been the main theme of Shanghai Expo 2010, where Wu was the chief planner of spaces.
Talking about our ways of doing we became soon good friends and we realised that our works have the same aim: from the urban organization and requalification to a new architectonic vision and plan, with the scope of supporting a sustainable development and of increasing the value of life.
We also talked about the importance of balanced and conscious relation between men and the surrounding space.
We talked about the research of harmony between what has been and what will happen, between a human being and the nature, between men and society and we consequently found an other common point of our philosophies.
Meeting Wu and come back to China have been very complete, interesting and considerable experiences: China is now keeping on growing up with the desire of building always more sustainable paths.

Una riflessione sul nostro presente da Shanghai

Financial District Shanghai

Financial District Shanghai

Migliaia di persone all’apparenza quasi uguali, estremamente simili nei tratti somatici e nei movimenti, luci sfavillanti del financial district nella notte, dinamismo, accelerazione, innovazione, desiderio di raffinatezza, trendy space, miscelati a luoghi banali o filo-tradizionali, volonta’ di superare l’Occidente facendone propri certi pensieri, desiderio di continuare a crescere e adesso a crescere per migliorare: questo è lo scenario che leggo alla conclusione delle mie lezioni alla Tongji University vivendo questa città come “inviato speciale” del Politecnico di Milano.
Colloquiando con i molti professionisti presenti al mio corso scopro ogni giorno nuove e fantastiche sfaccettature nei loro sguardi interessati ed intelligenti, nelle loro domande, nei loro volti che mi appaiono sempre più diversi gli uni dagli altri, continuando ad incrociare i loro sguardi.
Ogni giorno capisco, con sempre maggiore coscienza, che guardando questo popolo attivo e produttivo, nonostante i propri limiti ed i propri macroscopici errori, ci sia da riflettere a fondo e pensare al reale perché della deriva del nostro glorioso continente.
Basterebbe smettere di tenere gli occhi chiusi continuando a dire che sono aperti,
basterebbe riappropriarci della necessaria umilta’ per voler imparare dagli errori fatti,
basterebbe far tesoro degli errori e cantare inni di bellezza etico-morale,
basterebbe svegliarsi dall’assurdo torpore che ci attanaglia e guardare al di la del naso, basterebbe tornare ad immaginare il futuro e smettere di subire il presente,
basterebbe invertire la marcia,
basterebbe avere il coraggio di resettare un’intero sistema che è sull’orlo dell’implosione,
basterebbe sorridere al futuro,
basterebbe riflettere sullo straordinario passato che ci sta sfuggendo irreparabilmente di mano.
Basterebbe fare e smettere di far finta di fare?
Dobbiamo farcela!
Perderemmo troppo!!!

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Condiderations on our present from Shanghai.

Thousands of people appearing very similar in somatic traits and in actions, sparkling lights of Financial district, dynamism, acceleration, innovation, desire of refinement, trendy spaces, mixed up with ordinary and traditional places, wishes of surpassing the Western world catching some of its thoughts, desire of keeping on growing up and now also to grow up and get better: this is the scene I see at the end of my lessons at Tongji University, living this city as “ special delegate of Milan Polytechnic.
Talking with a lot of professionals that are attending my course I discover every day new and wonderful aspects in their smart and interested look, in their questions, in their faces that are appearing to me always more different one from the others.
Every day I understand more and more that looking at this active and productive people, despite of their limits and their big mistakes, we have to deeply think the reason why the drift of our glorious continent began.
We have to stop to keep our eyes closed telling that they are open.
We have to re-find the essential humility to learn from mistakes we did and to sing hymns to ethical beauty.
We have to wake up from this torpidity and try to see further then our nose,
we have to imagine the future and stop to passively suffer the present,
We have to change direction, to be brave and to restart an entire system that is near the explosion.
We just have to smile to the future and think about the extraordinary past  that is running away from us.
Do we just have to do things and not to pretend to do them?
We must do it!
We will lose too much!

Una storia di passione

Simone e Cesar Micheli disegnati da Jalel Micheli

Simone e Cesar Micheli disegnati da Jalel Micheli

Oggi mi fa piacere pubblicare sul blog una storia emozionata che di getto è stata scritta dal mio amato figlio Cesar.
Si tratta di un insieme di parole che valorizza il tema del sentimento e della passione.
Buona lettura.
Simone Micheli

Una storia di passione.
“Il mio papà è architetto e ha ricevuto un importante premio nel 2009: Interior Designer dell’anno.
Non è solo un architetto ma anche un pubblicista.
Quando andiamo alle mostre o alla Biennale di Venezia lui può entrare tramite la sua tessera, ovunque, noi paghiamo il biglietto.
Ha quasi 50 anni, la mia mamma ha quattro anni di differenza.
Volete sapere una cosa che di solito non racconto a nessuno?
Io, il mio papà e la mia mamma abbiamo una storia particolare.
Volete sapere la verità?
Sono stato adottato!
Iniziò proprio tutto così: era l’estate del 2003, il 6 Settembre a Bogotà in Colombia all’ospedale municipale nacqui io!
Dopo un po’ di tempo fui operato ad un occhio ma francamente non ricordo il motivo.
Nel 2006 fui adottato dai miei genitori e da quel momento sono stato sempre con loro, ma torniamo al mio papà.
E’ alto un metro e 82, ha una corporatura robusta, vuole tanto bene a me, al mio fratellino ed alla mia mamma.
Ha una grande passione per l’architettura.
Il mio papà e nato a Viareggio nel 1964, ha vissuto a Lucca e poi in atre città che ora non mi ricordo.
Adesso viviamo tutti a Firenze anche se giriamo per il mondo.
Papà si è laureato proprio nella nostra città.
Ha conosciuto la mamma sul Lago Maggiore, subito si sono innamorati e poco dopo si sono sposati.
Io amo Viareggio!
La amo perchè li vivono la mia nonna ed il mio nonno.
Quando abitavano a Lucca mio nonno faceva il pittore e la mia nonna insegnava storia dell’arte.
Ho da svelarvi ancora due segreti!
Al mio papà piace molto il Brunello di Moltalcino e con il mio fratello Jalel fanno a gara a chi mangia più trippa preparata dalla nonna.
La trippa è un piatto tipico fiorentino.
Lo so, vi starete domandando come fa un piatto così a piacere ad un bambino di 6 anni?
Mah!
La vita e cosi!
Cosa ci posso fare?
Comunque se esistessero delle persone capaci di criticare il lavoro di mio papà io sarei pronto a difenderlo!
Farei di tutto per il mio papà come so che ogni bambino farebbe per il proprio papà.
Ogni bambino ed il suo papà hanno delle passioni in comune, hanno un rapporto che li spinge l’uno verso l’altro.
La nostra passione è la musica, infatti amiamo ascoltare i brani del grande Michael Jackson in macchina a tutto volume.
Mi piacerebbe che il tipo di rapporto che io ho con il mio papà lo avessero tutti i bambini del mondo, non tanto per la musica ma in senso generale.
La passione è una grande cosa.
Il mondo va avanti perché gli uomini hanno grandi passioni”!
Cesar Micheli

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Passionate Story

Today I would like to publish a story of passion that my loved son Cesar wrote in one go. It shows feelings and passions.
Enjoy the read!
Simone Micheli

“My dad is an architect and he received an important prise in 2009: interior Designer of the year.
He is not just an architect but a journalist too.
When we go to exhibitions or to Venice Biennale he can go in with his pass card.
He is almost 50 years old, my mum is 4 years younger.
Do you want to know something that I usually don’t tell to anyone?
My dad, my mum and me have a unique story: I was adopted!
Everything began in summer 2003 in Bogotà, Colombia, I was born at municipal hospital!
After some days I was operated to an eye ma I don’t remember why.
In 2006 I was adopted by my parents and since that moment I had been always with them.
My dad is 182 cm tall, he has strong physique, he loves a lot me, my little brother and my mum.
He has big passion for the architecture. My dad was born in Viareggio in 1964, he lived in Lucca and in many other cities that I don’t remember now.
Now we are all living in Florence even if we use to travel a lot around the world.
My Dad graduated exactly in this city!
He met my mum on Lago Maggiore, soon they fell in love ed then they get married.
I love Viareggio!
I love it because my grandparents live there! When they lived in Lucca my Grandfather was a painter and my grandmother was an art teacher.
I still have to tell you two secrets!
My dad likes Brunello di Montalcino and with my brother Jalel they used to make competition on who eat more tripe cooked my grandmother.
Tripe is a typical Florence dish.
I know, you are maybe wondering how could a six years old child eat this kind of food. Mah! I don’t know. This is life! What can I do?
However if there were people able to dislike my dad’s work I would be ready to defend him.
I would do everything for my dad like every child would do for his father.
Every child and his father have common passions, they have a relation that links them together. Our passion is music, in fact we use to listen Micheal Jackson’ s songs while we are in the car, at high volume.
I would like that all the children have with their father the same relation that I have with my dad, not just for the music but I mean the whole relation we have!
Passion is a big thing.
The world goes on because men have big passions!”
Cesar Micheli

Lo scopo

Studio Simone Micheli Milano  -  3a1 calciobalilla

Studio Simone Micheli Milano – 3a1 calciobalilla

Ogni azione che l’uomo compie è dettata da un obiettivo che egli si pone, dallo scopo che intende raggiungere, da una finalità.
Ciò accade da sempre, dai primi passi che gli uomini hanno compiuto sulla terra – come costruire rifugi per riparasi dal freddo o come creare strumenti per procacciarsi del cibo – fino ad oggi che le azioni quotidiane si sono fatte più complesse ed articolate.
Fa parte della natura dell’essere uomo l’interpretare il mondo da un proprio punto di vista ed in base a questo modificare lo spazio circostante compiendo azioni che seguono un’idea determinata, un progetto.
Pro-gettare significa gettare in avanti, predisporre un piano da seguire. Quindi ogni azione che una persona svolge deriva da un movimento intellettuale legato ad un fine preposto, lo scopo è il movente, la scintilla dell’azione.
Oggi che i gesti compiuti quotidianamente da ogni persona sono divenuti moltissimi ed appartengono agli ambiti più disparati diviene importante aver chiaro il fine che anima ogni azione, l’obiettivo da raggiungere affinché ogni atto possa considerarsi svolto nel migliore dei modi.
Questo discorso, importante per l’equilibrio ed il benessere di ogni persona, diventa fondamentale nella gestione di un’impresa che per sua natura struttura relazioni complesse fra i vari operatori. Ogni collaboratore deve aver chiara la visione globale, la mission dell’azienda e modellare le sue operazioni su di essa, oltre che sul più immediato raggiungimento dell’obiettivo specifico in relazione al proprio fare parziale.
La mancanza di uno scopo nitido nella mente di chi lavora fa sì che egli raggiunga risultati soltanto parziali e privi di quella determinazione e di quell’entusiasmo che dà energia all’azione e che deriva dalla piena consapevolezza di ciò che si sta compiendo.
Una rete di persone che lavorano per il raggiungimento di un obiettivo comune concretizzerà gli esiti desiderati quando ogni singolo componente della rete condividerà lo scopo individuato ed ambito.
Senza uno scopo nulla può esistere.

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The Aim

Every human action is dictated by a purpose that is set, by the goal that the man wants to achieve, by an aim.
This always happens, since first steps human beings moved on earth – like building shelters to take refuge from bad weather o like fabricating tools to get the food- till today when every day actions become more complicated and articulated.
It is in human nature to interpret the world from a subjective point of view and consequently to modify surrounding space by actions that follow a precise idea, a project.
To pro-ject means to prepare a plan to follow, so every action that a person does originates from an intellectual movement linked with an already agreed purpose, the aim is the reason, the glint of the action.
Today that daily gestures made by each person are many and they belong to different fields, it is becoming more and more important to have clear the aim that move every action, the purpose to achieve so that the act can be considered done in the best way.
This matter which is important for the balance and the wellness of every person, becomes fundamental in managing companies that for they nature are used to structure elaborate relations among operators.
Each collaborator must have a clear global vision, company’s mission and must shape his actions on it, in addiction to the achievement of the immediate purpose related to his partial way of doing.
The lack of a clear aim in worker’s mind makes him achieving only incomplete aims without the determination and the enthusiasm that gives energy to the action and coming from full awareness of what he is doing.
A net of people that work together for the achievement of a common purpose will concretize the desired results when each component of the net will share the same aspired aim.
Without the aim nothing can exist.

Lavoro intelligente

simone micheli architectural hero | firenze | milano | dubai

simone micheli architectural hero | firenze | milano | dubai

La tecnologia, l’innovazione, la velocità dettano ritmi nuovi alla vita delle città e così anche le abitudini dell’uomo devono trasformarsi per tenere il passo. Tra queste ha grande importanza la strutturazione del lavoro: le pratiche tradizionali devono evolversi per originare un’organizzazione della società che sia armonica e funzionale, che si modelli sempre di più sulle reali esigenze che il cittadino ha nella vita di tutti i giorni.
Il 6 Febbraio a Milano si svolgerà la giornata del lavoro agile: un esperimento per promuovere un’impostazione del lavoro diversa in grado di soddisfare chi lavora e di rendere più competitive le imprese; la città diverrà un laboratorio nazionale per un nuovo stile di vita.
Oggi la velocità di pensiero, il continuo scambio di dati, il valore della comunicazione sottolineano l’importanza delle relazioni che incessantemente le persone, le situazioni e gli oggetti tessono fra di loro e costituiscono una rete in grado di oltrepassare la fisicità delle cose.
Lavoro agile, smartwork, lavoro 2.0, nomi diversi che indicano idee per strutturare il lavoro in maniera intelligente, senza la necessità di una postazione fissa in ufficio, promuovendo la collaborazione, la condivisone le aree di co-working; riducendo lo stress, l’inquinamento ed il traffico metropolitano; dando maggiore libertà alle capacità creative individuali.
Credo profondamente nelle potenzialità di una vita lavorativa equilibrata e flessibile ed i miei Studi di Firenze, Milano e Dubai fondano il loro operato su un’organizzazione del lavoro intelligente che tiene conto delle necessità e delle capacità di ogni collaboratore dando così vita ad un organismo dinamico in grado di relazionarsi con il mondo in maniera anticanonica, proiettandosi verso il futuro.

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Smartwork

Technology, innovation and velocity dictate new rhythms to the life of cities and so also human habits have to change to keep up. Among them the structure of labour has big importance: traditional practices must evolve to originate an harmonious and functional organization of society which is going to shape itself more and more on real needs that citizens have in every day life.
On the 6th of February in Milan there will be the day of smartwork: an experiment to promote a different work plan which is able to satisfy workers and to make companies more competitive; the city will be a national laboratory for a new life style.
Today fast thoughts, continuous exchanges of data and the value of communication underline the importance of relations that people, situations and objects weave among themselves to build a net that is able to overstep the being physical of things.
Smartwork, work 2.0 are names that indicate different ways to structure work, without the necessity of a fixed place in the office, promoting cooperation, sharing, co-working areas; reducing stress, pollution, metropolitan traffic; giving much more freedom to individual creative abilities.
I deeply believe in potentialities of a balanced and flexible work-life and my Studio which is located in Florence, Milan, Dubai bases its action on a smart organization of work that consider needs and talent of every colleague giving birth to an organism which is dynamic and able to relate with the world in an unconventional way, moving towards the future.

Il fil rouge tra architetto e committente

Simone Micheli e Carlo Falconera

Simone Micheli e Carlo Falconera

Il filo rosso della committenza sottende tutta la storia dell’architettura: da sempre, grazie al supporto di  personaggi inclini a favorire  le arti e la cultura, e’ stato possibile realizzare opere grandiose che hanno migliorato e migliorano la vita.
Il fenomeno del mecenatismo ebbe origine in età antica; il nome deriva da Gaio Cilnio Mecenate, consigliere dell’imperatore Augusto, che durante la sua vita incoraggiò e sostenne intellettuali ed artisti contribuendo ad elevare il tono vitale e culturale dell’età augustea.
Nel corso della storia molti sono stati grandi mecenati, personaggi illustri  che, grazie al loro amore per l’arte ed il sapere, contribuirono a rendere straordinario e ricco il panorama culturale.
Tra questi a Firenze, culla del Rinascimento italiano,  Lorenzo De’ Medici, detto Il Magnifico proprio per l’ampio impulso che diede alla città durante il periodo in cui ne fu signore, ha recitato un ruolo da leone. Egli stesso fu un grande intellettuale, ma soprattutto un mecenate ricettivo ed aperto, che accolse alla sua corte architetti, pittori, letterati, musicisti.
Oggi il concetto di committenza,  pur modificandosi rispetto ai modelli rinascimentali, ha mantenuto con espansioni business oriented i propri tratti.
Per Simone Micheli il committente e’ uno specchio, una pagina nodale di un libro, un riferimento super stimolante.
La relazione che lega l’architetto ed il suo committente deve fondarsi su solide radici intellettuali e contenutistiche, deve essere basata sulla fiducia, sulla reciproca stima, sulla comunanza di visone e su una continua viscerale osmosi.
Quando l’architetto ed il committente intraprendono insieme un nuovo progetto iniziano un percorso come compagni di viaggio, al termine del quale le personalità di entrambi saranno arricchite di nuove idee, esperienze, sentimenti ed emozioni, saranno fuse, diverranno un’unica cosa.
Io sono un uomo veramente fortunato: ho incontrato clienti  straordinari che con i loro guizzi intellettivi ed umorali hanno saputo dare spinta ed energia al mio spirito, visionario e pragmatico al contempo, per la definizione di strepitose opere sostenibili.
Un magico ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto condividere e che condividono brillanti esperienze di viaggio progettuale con me!

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The red thread between the architect and the client

The red thread of clients underlies the whole history of architecture: thanks to the support of those who promote arts and culture it has been possible to realize gorgeous works that improved and improve now the quality of life.
The phenomenon of patronage originated in ancient times: the name comes from Gaio Cilnio Mecenate, counsellor of  Augustus emperor, who, during his life, stimulated and supported intellectuals and artists, raising up the tone of cultural life of Augustus age.
In the course of history there have been a lot of great patrons that, thanks to their love for arts and knowledge, enriched the cultural view.
Among them in Florence, cradle of Renaissance, Lorenzo De’ Medici, known as The Magnificent for the big impulse he gave to the town, was one of the main character. He was an intellectual, but first of all he was receptive and open mind patron that received in his court painters, architects, intellectuals, musicians.
Today the concept of patronage, even if has changed its rules, kept its own features but with business-oriented expansions.
For Simone Micheli the client it is a mirror, a central page of a book, a super stimulating impulse.
The relation between the architect and his client must be posed on strong intellectual roots, it must be based on trust, on mutual respect, on common view and on continuous fusion.
When the architect and the client begin together a new project they start a path as travelling companions, at the end of which their personalities will be enriched of new ideas, experiences, feelings and emotions, they will be fused, they will be the same thing.
I’m very lucky man: I met special clients that, with their intellectual flair, have been able to give motivation and incentive to my visionary and pragmatic spirit for the definition of extraordinary sustainable works.
I would like to give a magic thank to all of those who wanted and want to shared with me brilliant experiences during our journeys!

L’Energia dell’Amore

Simone Micheli fotografato da Roberta Micheli al Royal Atlas di Agadir il 3-1-2014.

Simone Micheli fotografato da Roberta Micheli al Royal Atlas di Agadir il 3-1-2014.

Sono un po’ di giorni che mi interrogo sul senso dello stare insieme con grande sentimento, della condivisione, della reciprocità, del donare e donarsi senza chiedere niente, del tempo che passa e trasforma emozioni, storie, amori, cose, pensieri all’apparenza dogmatici, stati che immagini come eterni.
Rifletto ad occhi aperti, nel dormiveglia, durante il sonno, in volo, in auto… dove capita.
Rifletto, sogno e le risposte che si addensano nella mia mente sembrano essere eterogenee e complesse ma in realtà tutto diviene semplice se la ricerca cosciente di risposte si sposta sulla sfera delle emozioni.
Il senso di tutto ciò non è codificabile con regole matematiche o con costrutti filo-intellettuali, non è normabile attraverso pensieri con tendenza alla circoscrizione;
e’ riconducibile ad una sola parola: Amore.
Un amore grande si trasforma, matura, cresce, vacilla per esplodere ancora più grande di prima, non ti rende mai sazio, non ti interroga mai ma ti ascolta.
La consapevolezza interiore che l’amore, come motore del mondo, anche nella tragedia ti permette di appropriarti di un sorriso, di sentirti al centro dell’universo insieme al tuo centro e’ una cosa meravigliosa.
Grazie all’amore vero, reale, tangible-intangibile tutto e’ possibile, l’invalicabile diventa una muraglia di fumo.
Tutto e’ connesso a questioni fondamentalmente umorali, apparentemente inconsce che sono però fondate sul rispetto, sulla stima, su etici valori, sulla fiducia incondizionata al di fuori del proprio spazio, sul completo abbandono della propria fisicità nell’altro.
Ogni giorno dobbiamo prometterci di essere ancora innamorati!
Buona Giornata
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The energy of Love

Recently I’m wondering about the meaning of strong passionate relationships, of shearing, of reciprocity, of giving without asking anything, about passing of time that transforms emotions, stories, loves, things, thoughts that appear dogmatic, ways of being that seem eternal.
I’m thinking with open eyes, during the half-sleep and sleep, during flights, while I’m driving car….wherever I am.
Answers that fill my mind seem to be complex and heterogeneous but they become simple if the research is based on the sphere of emotions.
The sense of what is not explainable with mathematical rules or intellectual constructions can not be regulated by thoughts that circumscribe, but it can be ascribable to just one concept: Love.
A big love transforms itself, grows up, sways till it becomes bigger than before. It never makes you satisfied, it never asks you questions, it listens to you.
The interior awareness that love, as energy of the world, even in tragedy allows you to keep a smile, to feel at the centre of the universe, it’s a gorgeous thing.
Thank to real love everything is possible, the insurmountable wall becomes smoky one.
It is connected with hormonal and unconscious issues but it is based on respect, consideration, ethical values, on unconditional trust and on complete abandonment of oneself in the other.
Every day we have to promise to ourselves to be still in love!
Have a nice day.