“PROGETTARE L’HOTEL OPERA”

Presentazione del libro “Progettare l’Hotel Opera di Simone Micheli |  @ Design Library Milano Da sinistra:  Gerhard Kaspar, Alessandro Belli, Francesco Scullica, Emilio Valdameri, Simone Micheli, Stefano Marranini, Ezio Poinelli, Antonio Catalani, Tiziano Aglieri Rinella

Presentazione del libro “Progettare l’Hotel Opera di Simone Micheli | @ Design Library Milano
Da sinistra: Gerhard Kaspar, Alessandro Belli, Francesco Scullica, Emilio Valdameri, Simone Micheli, Stefano Marranini, Ezio Poinelli, Antonio Catalani, Tiziano Aglieri Rinella

Ieri alla Design Library di Milano si è svolta la presentazione del mio ultimo libro edito da FrancoAngeli “Progettare l’hotel Opera. Visioni, percorsi, direzioni progettuali dal Grand Hotel a oggi.”
Il libro riflette sugli sviluppi presenti e futuri dello spazio ospitale contemporaneo delineando in maniera anti-canonica e non convenzionale i tratti di un hotel concepito come opera unica, straordinaria e coerente.
Il grande rilievo dato all’elemento comunicativo lega insieme le diverse componenti dell’universo ospitale e turistico-ricettivo, sottendendo argomenti  come la sostenibilità di sistema e di processo, il rapporto fra progettazione di interni ed architettura, l’utilizzo trasversale e sociale delle tecnologie, le nuove forme assunte dal centro benessere e l’importanza del legame con il territorio.
La visione illuminata ed a 360 gradi offerta dal libro è arricchita dai numerosi interventi su temi specifici del settore scritti da personalità del mondo accademico, imprenditoriale, manageriale.
Ieri durante la presentazione del volume i  contributors presenti hanno salutato il pubblico della Design Library omaggiandolo con pensieri inediti ed originali.
Le mie storie progettuali insieme con le esperienze professionali vissute si sono così concretizzate in un racconto dinamico, energetico ed in progress che ha mostrato al vasto pubblico in sala come interpretare al meglio la complessità del nostro presente futuro connessa alla peculiare dimensione dell’ospitalita’.
Un momento di espressione, di progetto e di relazione senza euguali che si è svolto in un luogo d’eccezione e nodale per la cultura del design.

Un ringraziamento ai numerosissimi intervenuti,
ai contributors presenti e non:
Andrea Pollarini_Docente Master Turismo, Eventi, Territorio IULM
Magda Antonioli Corigliano _ Direttore Master Economia del Turismo,
SDA Bocconi
Tiziano Aglieri Rinella – Docente presso la Facoltà di Turismo, Eventi, Territorio IULM
Stefano Marranini – Rivitalizzazione di patrimoni immobiliari, Milano
Claudio Cipollini – Direttore Generale di Retecamere
Renzo Iorio – Presidente di Federturismo Confindustria e CEO Accor
Loris Dal Cin – AD Idrosistemi spa
Norbert Lantschner – Ideatore del progetto CasaClima
Gabriella Chiellino – Presidente eAmbiente e consulente scientifico Città Sostenibile
Alessandro Belli – Presidente AVE spa
Gerhard Kaspar – Green Media Buildings & Cities International Business & Project Development, Ora Hotels
Francesco Scullica – Politecnico di Milano, ricercatore e consulente area ospitalità
Ezio Poinelli – Director HVS – Global Hospitality Services
Francesco Morace – Presidente di Future Concept Lab
Michele de Marco – Vice President, Jones Lang Lasalle Hotels
Antonio Catalani – Dipartimento Management e Tecnologia, SDA Bocconi
Mauro Santinato – Presidente Teamwork
Massimo Feruzzi – Amministratore Unico di JFC
Dario Benedetto – docente Executive Wellness Management, Università Luiss
Rolando Gualerzi – Senior Consultant, esperto di Marketing turistico e territoriale
Arturo dell’Acqua Bellavitis – Preside Scuola Design, Politecnico di Milano
Maria Carmela Colaiacovo, Imprenditrice e Direttrice Park Hotel Ai Cappuccini, Gubbio
Maurizio Ermeti – Imprenditore i-Suite Rimini, e Vice-presidente Rimini Fiera Spa
Alessandro Rosso – Presidente A. Rosso Group
Raffaello Zannini – AD Planet Hotel spa
Emilio Valdameri – Presidente di Progetto Turismo srl
Susanna Santini – Avv. Studio legale Santini

Ringrazio Claudia Rusconi che ha curato l’editing del libro
e l’Editore FrancoAngeli

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“PROGETTARE L’HOTEL OPERA”

Yesterday I was at the Design Library in Milan where I held the presentation of my last book “Progettare l’hotel Opera. Visioni, percorsi, direzioni progettuali dal Grand Hotel a oggi.” published by FrancoAngeli.
The book deals with the present and future developments of the hospitality spaces, unconventionally outlining traces of hotels conceived as unique, extraordinary and coherent works.
The great importance of the communicative element ties together all the components of the hospitality and turistic world, underlining matters as system and process sustainability, relations among interior design and architecture, social and cross- uses of technologies, new shapes of wellness centres and the prestige of being rooted in the territory.
The book’s knowledgeable and complete overview is enriched by many specific interventions written by the main characters of academic, entrepreneurial and managerial world.
Yesterday during the book’s presentation contributors greeted the people inside the room offering them innovative and original thoughts.
My design’s stories and professional experiences created a dynamic, energetic and progressive tale that showed how to interpretate complexity of our “present – future” hospitality dimension.
A unique moment of expression, of planning and relations that took place in a extraordinary and main location of the design culture.

Un meeting pieno di energia!

Simone Micheli Studio | Firenze - Meeting con Grohe

Simone Micheli Studio | Firenze – Meeting con Grohe

Martedì 9 Dicembre Stefano Fraboni Project Key Account di Grohe e Stefano Tarabbia Responsabile Tecnico, sono venuti presso il mio studio di Firenze per un incontro interattivo e dinamico che ha coinvolto alcuni project leader del mio staff.
Un meeting molto piacevole in cui, tra spiegazioni tecniche, conversazioni colloquiali e rappresentazioni del loro operato, la Grohe ha mostrato l’efficacia e l’innovazione legata ai sistemi connessi alla dimensione dell’acqua da loro realizzati.
Con Grohe, intelligente azienda di fama internazionale e fautrice di progetti estremamente coinvolgenti ci complimentiamo per la qualità degli interventi propositivi condotti. Un energica positività ha riempito il mio studio alla conclusione dell’incontro,
brillanti progetti e nuove collaborazioni sono in preparazione per il futuro!
Sono sicuro che con Grohe condivideremo un meraviglioso percorso progettuale.

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An energic meeting!

On the 9th of December the Grohe Project Key Account Stefano Fraboni and the technical manager Stefano Tarabbia came at my sudio in Florence for an interactive and dynamic meeting which involved some of the projects leaders of my staff.
It has been a very pleasant moment in which, among technical explanations, colloquial conversations and representations of their works, Grohe showed the efficacy and innovation of their installations’ linked with the world of water.
We congratulate Grohe, smart international company able to create deeply captivating projects, on the quality of their participation.
An energic positivity filled the air of my studio at the end of the meeting, we are preparing brilliant projects and new collaborations for the future!
I’m sure that I’ll share a wonderful design path together with Grohe!

IL Concetto di istantaneità

La macchina fotografica cattura un istante e lo trasporta fuori dal contesto spazio -temporale che fino a quel momento gli era proprio. Quell’istante si traforma in altro – ricordo, immagine o oggetto – ed acqusta nuova vita: un altro tempo ed un altro spazio in cui collocarsi.
Tempo e spazio sono le condizioni da cui non possiamo uscire. Possiamo percepire il nostro mondo soltanto dentro le categorie di tempo e spazio.
Categorie affascinanti e mai completamente afferrabili, sono variabili di probabile determinazione che in base alla condizione dell’osservatore mutano il proprio modo di manifestarsi.
Il concetto di istantaneità non esisteva prima della rivoluzione industriale, prima dell’avvento della società moderna; scaturisce dai cambiamenti e dalle innovazioni che essa ha determinato.
Prima la rappresentazione di un momento di vita reale doveva avvenire attraverso lunghi processi di rielaborazione, en plein air oppure in atelier; poi con la fotografia e soprattutto con l’evoluzione delle sue tecniche, è divenuto possibile cogliere un instante in un istante, con un click.
Il progesso della tecnologia ha fatto sì che due azioni lontane nel tempo e nello spazio, potessero avvicinarsi sempre di più, fino a divenire quasi contemporanee: ogni giovedì da Firenze pubblico un nuovo articolo sul mio blog e quasi simultaneamente questo può esser letto da ogni parte del mondo.
Mentre per la fisica classica la simultaneità era una proprietà assoluta degli eventi, con la teoria einsteiniana essa diviene dipendente dal punto di vista / sistema di riferimento che gli osservatori assumono.
Anche le nozioni classiche di spazio e tempo mutano in base ai principi della teoria della relatività ristretta; oltre a ribadire la loro “soggettività” essi divengono equivalenti. Alle tre dimensioni dello spazio: lunghezza, larghezza e profondità si aggiunge una quarta dimensione, quella temporale.
Lo spazio-tempo diviene un costrutto unico ed omogeneo, è il palcoscenico su cui si presentano i fenomeni fisici dell’Universo, fenomeni in 4D!
Il “prima ed il dopo” divengono relativi allo stesso modo del “ destra o sinista, avanti o indietro “ per un osservatore che varia la sua posizione.
Incredibili ed ammalianti evoluzioni del pensiero ci colgono inaspettatamente, mostrandoci la ricchezza del mondo che abbiamo intorno e la mutevole varietà di prospettive attraverso cui poterlo afferrare e comprendere.
Oggi le società contemporanee hanno avviato una nuova ridefinizione dei concetti di tempo e spazio che, indissolubilmente legati e interconnessi, mostrano l’importanza e la sostanza della loro relazione.
I processi comunicativi sono considerevolmente intensificati e gli spostamenti notevolmenti più veloci, così le azioni si svolgono lungo un arco spazio-temporale unico, che travalica i limiti tradizionali di spazio e tempo, dando vita a nuovi modi di vivere la realtà ancora da scoprire!

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Immediacy’s Concept

Photo camera catches moments and transports them out of their own spatial and temporal context.
That moment becomes something different – memory, image or an object – that finds its new life: an the time and an other space to live.
Space and time are inescapable conditions. We can perceive our world only inside these categories.
Fascinating and slippery, they are variables that change their ways of appearing depending on observer’s position.
Immediacy’s concept did not exist before the industrial revolution, before that modern society appeared; it derives from society’s changes and innovations.
Before the industrial revolution the representation of everyday life’s moment was the result of long re-elaboration process, en plein air or inside the ateliers; then with photography and with the evolution of its tecniques, to catch a moment in one moment became possible.
Technology progress put in contact two actions that before were far in time and space, transforming them into simultaneous actions: each Thursday I’m publishing a new post on my blog from Florence and almost simultaneously it can be read in every place of the world.
While for classic physics, simultaneity was an absolute feature of events, with Einstein’s theory it started to depend on the point of view of observers.
Classical notions of space and time changed basing on the principles of theory of relativity, they became subjective and also equivalent.
The fourth dimension, the temporal one is added to the already existing dimensions of the space: length, width and depth.
The space-time becomes a unique and homogeneous idea, it is the stage on which phisical phenomena of Universe appear, 4D phenomena!
The “Before and after” become relative as “ Left and right” are for an observer who is changing his position.
Incredible and amazing thought’s evolutions surprise us, showing us the prosperity of the world surrounding us and the great variety of perspectives through which we can understand it.
Today contemporary societies started a new redefinition of space and time concepts. They, indissolubly linked, show the importance and the substance of their relation.
Communicative processes are more intense and the moves are more fast, so actions are developing on an unique spatial and temporal bow that overcomes traditional limits of space and time, originating new ways of living realities still unknown!

Sono pieno di nuove idee!

Architetto Simone Micheli, General Manager Arca srl Massimo Voglino, Responsabile Vendite Leonardo Innocenti - Meeting at Simone Micheli Studio | Firenze

Architetto Simone Micheli, General Manager Arca srl Massimo Voglino, Responsabile Vendite Leonardo Innocenti – Meeting at Simone Micheli Studio | Firenze

Ieri un nuovo interessante e dinamico progetto, legato al mondo dell’acqua, ha preso vita.
Affronterò questa stimolante avventura con due nuovi compagni di viaggio: Massimo Voglino General Manager di Arca Srl e Leonardo Innocenti Responsabile Vendite.
Riflettendo attentamente su ogni dettaglio, analizzando i particolari che compongono l’idea ed inquadrando accuratamente le questioni di proposizione commerciale, distribuzione e vendita del prodotto industriale,
il progetto prende forma ed acquista completezza.
Sono felice, quando accade di trovare sintonia e complementarietà con un azienda, ho la certezza che concepiremo prodotti straordinari in grado di porsi al primo posto nel mercato nazionale ed internazionale!

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I have plenty of new ideas!

Yesterday I started a new interesting and dynamic project linked with the water world.
I’ll face this stimulating experience with two new travel mates:
Arca Srl General Manager Massimo Voglino and the Sales manager Leonardo Innocenti.
The project shapes its border and gets its completeness, through a carefully thinking on every detail, analysing particulars composing the idea and accurately focusing on commercial questions and on industrial product distribution and sales.
I’m glad and happy when syntony and empathy arise from the matching between me and a company;
I’m sure we’ll conceive amazing products, able to be at the top of national and international market.

Buon Compleanno Ludovica, buon compleanno a tutti!

Cara Ludovica,
un bacio da un caro amico del tuo papà per il tuo importante e meraviglioso giorno di trasformazione: i tuoi primi 18 anni!
Vivi sempre ogni attimo come fosse l’ultimo,
cerca di metabolizzare con incoscia attenzione ogni dettaglio che può qualificare la tua vita,
non curarti del superfluo, ascolta il profumo del vento respira il rumore del mare, vivi nell’essenzialità trasformando la complessità in semplicità,
cammina sempre a testa alta dando grande valore all’etica,
non ti dimenticare mai che la vita è un bene prezioso,
dona sempre tutto di te senza mai chiedere niente, senza mai aspettarti niente.
Tutto sarà, momento dopo momento, più straordinario. Tutto sarà semplice, tutto sarà bello anche nei momenti di dolore.
Buona vita!!

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Happy birthday Ludovica, happy birthday to everyone!

Dear Ludovica,
As close friend of your dad I give you a big kiss for your important and amazing day of transformation: your 18th birthday!
Live every moment as it was the last,
try to metabolize with unconscious attention every detail that could qualify your life,
don’t care about the unnecessary, smell the perfume of the wind and breathe the noise of the sea, live in the simplicity transforming what is hard in spontaneity,
walk straight giving value to the ethics,
never forget that life is a precious good,
show everything about yourself to the others, offer what you can, without asking or expecting something.
Everything will be extraordinary day by day, everything will be easy and amazing even in bad moments.
Have a good life!!

Una Cena Tra Amici

TOWNHOUSE 21

TOWNHOUSE 21

Lo scorso sabato sono stato a cena con il mio amico Alessandro Rosso, sua moglie Nelli ed altri compagni d’avventure.
Tra polvere e calcinacci, tra chiacchiere allegre e conversazioni spumeggianti, assaporando buon cibo e gustando buon vino abbiamo trascorso una piacevolissima serata: piena di emozioni e colma di idee.
Beneficiare di un luogo quando questo non è ancora pronto per essere vissuto crea in me sentimenti contrastanti, catapultandomi in uno spazio libero che giace tra le azioni quotidiane ed il flusso incontrastato dei miei pensieri.
Abbiamo cenato al Town House Duomo, sito in Piazza Duomo 21 a Milano, cantiere in evoluzione che tra poche settimane aprirà al pubblico.
Osservando con attenzione l’enoteca progettata da Nelli, un consiglio è immediatamente apparso nella mia mente: un grande specchio avrebbe potuto dare alla sala un aspetto bramantesco, raddoppiando lo spazio e deformandone il senso, facendo sentire il visitatore il fulcro centrale dell’atmosfera magica dal luogo creata.
Luci basse e soffuse avrebbero infine reso lo spazio extra-ordinario, ponendolo al di fuori della dimensione ovvia e delle consuetudini. Uno spazio nuovo ed inaspettato accoglierà coloro che, desiderosi di apprezzare un bicchiere di vino amabile, vi si recheranno.
Nelli, entusiasta, ha accolto il mio spunto e così da qualche accenno, nuove riflessioni hanno preso vita, spingendoci ad immaginare, a raccontarci, a condividere.
Passeggiando tra ambienti vuoti e frammenti che devono ancora assumere una forma stabile, abbiamo attraversato l’area Lounge Restaurant interna al Town House – di cui ho curato il progetto illuminotecnico – e le polisemantiche riflessioni sul significato della luce, sulle sue ambivalenze e sull’alternanza tra palese e nascosto che abilmente origina, ed i pensieri articolati sull’importanza del colore, sulla sua capacità di vivacizzare ambienti e spazi e sul suo valore così aderente all’anima umana, hanno continuato a scandire il ritmo delizioso della serata.
Dalla condivisione di momenti nascono sempre cose belle, dagli scambi di opinione si esce cresciuti, energici e con l’animo desideroso di esplorare dimensioni ancora ignote.

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Dinner with friends

Last Saturday I had dinner with my friend Alessandro Rosso, his wife Nelli and other nice mates.
Among dust and flakes of plaster, among cheerful chatter and sparkly conversations, tasting good food and good wine, we had a very pleasant evening: full of emotions and ideas.
Benefitting from a place when it is not ready to be lived, creates in me opposite feelings, transporting me in a free space between everyday actions and the stream of my thoughts.
We had dinner at Town House Duomo, located in Milan, in Piazza Duomo 21, a building site in evolution that will be open in few weeks.
Carefully observing the wine place designed by Nelli, an advice suddenly came in my mind: a big mirror would offer to the room a Bramantish aspect, redoubling the shape and deforming its sense, making the visitor feeling as an integrated part of the magic atmosphere created by the place.
Suffused lights finally would transform the space in something extra-ordinary putting it outside of the obvious dimension and the traditions.
A new and unexpected place would receive the visitors who wants to taste a lovely glass of wine.
Nelli was enthusiastic and she appreciated my spark, so new reflections were born from just some hints, pushing us to imagine, tell stories, to share.
Walking through empty spaces and fragments that still have to reach their shape we passed through the Lounge Restaurant Area inside Town House – in which took care of the lighting design – and polisemantic reflections on the meaning of light, on its ambiguity, on the alternation among evident and hidden that it creates; and articulated thoughts on the importance of colour, on its ability to liven spaces up and on its value which is deeply linked with human spirit, kept on scanning the rhythm of our enjoyable evening.
Amazing things raise up from sharing moments, from opinions’ exchanges everyone’s soul comes out wishful to explore unknown dimensions.

La Facoltà di Giudicare

L’idea che la realtà sia costituita da due diversi livelli, tra loro separati che, pur volendo, faticano ad avvicinarsi e comprendersi, è già alla base della filosofia Platonica, nella Grecia Antica di ben oltre duemila anni fa.
Il primo mondo è quello delle cose come appaiono a noi uomini attraverso i sensi; l’altro è ed il mondo invece delle cose in sé, delle idee pure, della realtà come davvero crediamo che debba essere.
Gran parte della filosofia occidentale ha tentato di colmare e spiegare questo divario, predilegendo di volta in volta o il piano della scienza, dell’analisi dei fenomeni che ci capitano intorno, oppure il piano dell’intuizione, il luogo del sentimento e dell’idea.
Kant, filosofo tedesco, scrive – a cavallo tra l’Illuminismo (trionfo della ragione) ed il pensiero romantico  (patria del sentimento) – la terza delle sue grandi opere “ La Critica del Giudizio” con l’intento di riempire il territorio che si colloca tra Ragione pratica e Ragione teoretica, tra i due mondi separati.
E’ la facoltà di giudicare  che cuce la spaccatura; cercando di trovare nelle attestazioni empiriche delle tracce dell’intellegibile: di quel mondo puro ed universale che dovrebbe racchiudere la Verità.
Il Giudizio è quindi il momento in cui l’uomo scopre l’accordo tra gli oggetti della natura e la libertà della ragione; è il momento in cui l’uomo, uscendo dagli scopi contingenti che regolano la sua quotidianità, si pone allo stesso livello di tutti gli altri uomini, riflettendo sul fatto che esprimere un giudizio significa dettare un’opinione che deve esser valida anche per gli altri, indipendentemente – appunto – dagli scopi o dalle motivazioni accidentali.
Casualmente qualche giorno fa mi ritrovai tra le mani quest’opera – La Critica del Giudizio –  ed iniziando a leggere, il linguaggio del filosofo tedesco, apparentemente complesso, mi divenne familiare.
Capita spesso e a molti di esprimere giudizi affrettati senza calarsi davvero nei panni di colui che desidera essere consigliato, capita spesso di avere pre-giudizi, e cioè opinioni su cose che ancora non si conoscono, o di cui al massimo si è soltanto sentito parlare.
Accade che presi dalla frenesia della vita di tutti i giorni si dedichi troppo poco tempo ad ascoltare l’amico in difficoltà e che più semplice sia esprimere un’opinione basata sulle proprie esperienze invece che su quelle di chi cerca conforto; con altrettanta facilità si susseguono i giudizi basati sull’altrui pensiero e non sulle proprie valutazioni. Non si tiene conto di quanto un’opinione affrettata possa ferire ed un consiglio sbagliato tradire un amico.
Senza sforzo si etichetta qualcosa come bello o brutto, buono o cattivo, dimenticando di osservare quanta complessità dietro un’azione può nascondersi.
L’idea kantiana che giudicare significhi per un uomo porsi al livello di tutti gli altri, formulando un’opinione quanto più aperta ed universale possibile, è secondo me un invito che ciascuno dovrebbe cogliere per migliorarsi, dedicando tutto il tempo e l’attenzione necessaria alle persone ed alle vicende che ritiene veramente importanti.
Un ascolto vero permette di sentire ciò che non viene esplicitamente dichiarato, urlato, ma soltanto sussurrato; un ascolto vero è quello del genitore a cui basta unicamente uno sguardo per cogliere lo stato d’animo del proprio bambino, senza il bisogno di parole.
Quella del giudizio è una facoltà fondamentale che colma il divario tra il mondo delle cose ed il mondo delle idee, tra il mondo fisico e quello del sentimento;
un giudizio superficiale impedisce di comprendere, un giudizio frutto di ascolto e dedizione permette di conoscere e condividere!

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Judgment’s authority

The idea that reality is constituted by two different and separated levels that, even if they would like to, can not be in touch, is at the basis of Plato’s philosophy, in the ancient Greece of more then two-thousand years ago.
The first world is of the things as they appear to men through their senses; the other is the world of the things as they are, of the pure ideas, of the reality as we think it should be.
A big part of the western philosophy tried to fill this gap, deciding once for the science side, analysing phenomena that happen near us, and once for the intuition side, the place of feelings and ideas.
Kant, the German philosopher, writes – between the Enlightenment (the reason’s triumph) and the Romanticism (the feeling’s birthplace) – the third of his great works the “Critique of Judgment” with the aim of filling the land which is between the Practical reason and the Theoretic one, between the two divided worlds.
The judgment’s authority sews the split; trying to find in the empirical statements some traces of the intelligible world: the pure and universal space that includes the Truth.
The Judgement is the moment in which the human being discovers the agreement among the objects of the nature and the freedom of the reason; it is the moment in which the man, leaving the contingent purposes that move every day life, puts himself on the same level of all the other men, thinking that expressing a judgement means to dictate an opinion that must be valid for the others, independently from incidental aims or reasons.
Accidentally some days ago I found this book – the “Critique of Judgment”- and starting to read it, the words of the German philosopher became more and more familiar to me.
It often happens and to many people that they state hurried judgments without walking a mile in someone else’s shoes who desire the advice, it happens to express preconceptions, so opinions based on things that you don’t ever know or you have only heard about.
It happens that, because of everyday frenzy, too little time is dedicated to listen to a friend’s trouble and that it is easier to say an opinion based on the own experiences more than on the others’ ones; with the same easiness there are al lot of judgments based on others’ ideas more than on the own proper evaluations.
We don’t take care of how much a hurried opinion can wound a friend or a wrong advice can betray a friend.
Without any effort we can say that something is beautiful or horrible, bad or good, forgetting to observe the complexity behind every action.
The Kant’s idea that judging means that a man have to put himself at the same level of the others, stating universal opinions, is for me an invitation to everyone to get better, dedicating their time and the necessary attention to people and facts that are very important for them. A proper listening makes you feeling what is not clearly said, shouted, but only whispered; a proper listening is the one of a parent able to catch the son’s pain with just a gaze.
Judgement is a very fundamental discretion that fills the gap between the world of things and the world of feelings; a superficial judgment doesn’t allow the comprehension while a judgement that is the result of listening and dedication allows to know and to share knowledge!