Ethos come abitare

Ero a Sottomarina di Chioggia, sul lungo mare, a fare la mia camminata mattutina per tenere bassi i valori della pressione.
Cammina, cammina arrivai ad uno spazio dove, all’improvviso, si presentò di fronte ai miei occhi uno splendido, abbandonato e fatiscente Fortino cinquecentesco. Sorprendente! Bellissimo!
Tornando indietro, fatte poche centinaia di metri, chiesi ad una persona del posto, se avesse qualche informazione, su quello storico quanto fatato luogo. Lei mi rispose che non sapeva darmi nessuna informazione, perché non era al corrente nemmeno della sua esistenza!
Riprendo a passeggiare stupito. Non posso fare a meno di riflettere su quanto accaduto.
Un forte, un’opera così grande da imporsi allo sguardo, da destare curiosità con la sua sola presenza, capace di risvegliare sogni fantastici, non è nemmeno notata da un’abitante del luogo!? Questa mancanza di coscienza, conoscenza e curiosità, da dove deriva?
Dopo una breve ricerca in internet, trovo un’interessante pubblicazione, ripresa da una tesi di laurea, per il recupero del forte, ecco il nome, il forte di San Felice, a testimoniare come quel luogo, sia importante per gli abitanti di Chioggia.
Vivere dimentichi delle radici del luogo che si abita, radici che spesso sono davanti al nostro naso, significa vivere senza il concetto di etica. Ethos per i greci significava “luogo in cui abitare”, in poche parole la nostra casa, da qui il concetto dell’ethos che noi siamo, l’etica come modo di vivere, comportamento e carattere. Vivere, incoscienti di ciò che ci circonda, determina il venir meno della cura del sé e del noi, significa in ultima istanza il venir meno del sentirsi parte di una comunità.
L’abitare è il modo in cui entriamo in contatto con il mondo, dovremmo essere educati parzialmente anche in questo senso. Una pedagogia dell’abitare i luoghi, conoscerli, sognarli, significa aprire il proprio sé alla comunità che co-abita tali luoghi.
Dare per scontato il luogo che abito, è similmente dare per scontato un rapporto e, di conseguenza, non dargli il dovuto valore. I rapporti vanno eticamente curati. L’ethos è etimologicamente, nel suo senso più intimo l’abitare, in noi e nel mondo. Una pedagogia dell’abitare è, a mio parere, uno dei fattori che concorrono alla costruzione di un futuro che si configuri come evoluzione e non involuzione, dei rapporti umani.

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