L’architettura sensoriale

Atomic Spa- Boscolo Hotel Milano
Atomic Spa- Boscolo Hotel Milano

Le manifestazioni della nostra essenza non possono prescindere dalla sensorialità e dalle emozioni dell’uomo.
Questo l’ideale ispiratore del mio fare architettonico fin dalle sue origini, uno dei principi primi della mia filosofia progettuale.
Percepire il mondo significa esplorarlo attraverso i sensi, farne esperienza.
Le tante esperienze che quotidianamente viviamo compongono nella nostra mente un immagine unitaria, mai ferma e mai afferrabile completamente. I ricordi, le emozioni, le aspettative ed i desideri fanno parte di questo flusso in continuo movimento che caratterizza l’esistenza.
L’attività del pro-gettare consiste invece nel modificare il mondo che ci circonda, materiale ed immateriale, nel costruire ponti tra noi ed il circostante in base alle esperienze vissute, alle conoscenze apprese.
Un’ opera architettonica quindi, un progetto, è il frutto del nostro modo di percepire il mondo ed è una manifestazione del bisogno di scoprire e di scoprirsi.
Superando il primato della vista, la grandiosità dell’opera architettonica consiste proprio nell’abilità di coinvolgere la sensorialità umana nella sua completezza, di invocare simultaneamente tutti i sensi dell’uomo, generando un’esperienza estetica, poiché il valore di un opera si manifesta nel punto di contatto tra questa e l’uomo.
In quest’ottica la progettazione di uno spazio deve tener conto del fattore esperienziale che ciascun fruitore proverà vivendo l’opera, favorendone l’autenticità e scardinando la standardizzazione.
Spazi immaginifici – che, proprio come accade nei sogni, danno vita a contesti personali e confortevoli in cui sentirsi a proprio agio, in cui riscoprirsi e in cui ritrovare il proprio equilibrio perduto – sono il risultato del mio fare architettonico che definisco sensoriale e sinestetico, in grado di offrire un’ esperienza emozionale e percettiva che superi l’antagonismo tra forma e funzione.

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Sensorial Architecture

Manifestations of our existence can not exclude human senses and emotions.
This is the inspiring ideal of my architectural doing since its roots, one of the first principles of my philosophy.
To perceive the world means exploring it through sense, to experience it.
The many experiences we everyday live are composing a unitary image, not static and slippery. Memories, emotions, expectations and desires are parts of this stream which characterized the existence.
The design activity consists in modifying material and intangible world around us, in constructing bridges between us and the environment basing on lived experiences and learned knowledge.
An architectonic work, a project, is the result of our way of perceiving the world and is a manifestation of the need of discovering.
Overtaking the sight’s leadership, the grandness of an architectonical work is in its ability of simultaneously involving all human senses, creating an aesthetic experience because the value of a work is exhibited in the contacting point among it and the human being.
So the designing of a place must include the experiential factor, supporting its authenticity.
Imaginary spaces, as in dreams, create subjective and comfortable contexts in which re-discover yourself and re-find the lost harmony. These spaces are the results of my architecture that I define sensorial and synaesthetic, able to offer an emotional and perceptive experience that passes the conflict between form and function.

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