La solidità dell’architettura

Nel mondo contemporaneo c’è sempre meno posto per la stabilità e la durata: l’apparenza prevale sulla sostanza, il tempo si frammenta in episodi, tutto quello che viviamo scivola via, senza che riesca a generare in noi stessi una vera forma di appartenenza, un sentire comune, la voglia di creare un sentiero condiviso da percorrere insieme. Zygmunt Bauman individuava già qualche anno fa  l’emergere di alcune figure straordinariamente rappresentative del nostro contesto attuale: in questo mondo così incerto, così mutevole, così insicuro, si affermano le figure del giocatore (in borsa o alla lotteria), il turista, lo sradicato, il “collezionista di sensazioni”, e -su tutti- lo straniero, figlio di un mondo così sbiadito, evanescente, labile, che porta sempre più a porre l’accento sul singolo individuo, invece che sulle grandi narrazioni collettive.
La mia concezione dell’architettura esprime il desiderio di voler dare una forma nuova a questo agire: ciò che progetto è concreto, intenso, estremamente riconoscibile, in grado di generare in chi esperisce le mie opere un sentimento di appartenenza, di inerenza, di legame con il mondo circostante che oggi è spesso smarrito. Bellezza, funzionalità ed espressività sono i cardini di ogni mio progetto. Soltanto la solidità delle fondamenta di un progetto può condurre ad una corretta e dunque utile distribuzione degli spazi interni di un edificio, e soltanto la sinergia di questi due elementi imprescindibili, può portare ad una armoniosa proporzione delle parti, facendo così scaturire in chi vive i miei sforzi un sensazione di tensione verso il bello e di condivisione con ciò che ci circonda. Solo così è possibile tramettere  memorabili emozioni, concrete, vere che si pongono in contrasto con il carattere mutevole, sfuggente, disorientato e disorientante del mondo attuale.

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SOLIDITY OF ARCHITECTURE
In the contemporary world, there is always less room for stability and duration: appearance takes over substance, time breaks down into episodes, everything we live disappears, without leaving us time to belong to it.
Years ago, Zygmunt Bauman identified some representative figures which represent our time: in this diffident, mutable world, the most prominent figures are the player (lottery or stock), the tourist, the “sensations collector”, and above all, the stranger, son of a slight, temporary world, that cares more about the individual, rather than the whole.
My architectural conception aims to give a new form to this trend: a complete, intense project, where people can fit in and feel part of the world around them. Beauty, functionality, and expressivity are essential in each project. The solidity of the foundation alone is important, as it leads to an accurate, useful distribution of the interiors. The synergy between these two elements leads to a harmonious proportion, which helps people belonging to it. This is the only way to transmit evocative, concrete, true emotions contrasting with the mutable, disoriented, and disorienting character of the current world.

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