Domenica 4 marzo

Mi trovo dopo molto tempo nella mia vecchia scuola elementare, in un giorno così importante per il futuro dell’Italia e subito, percorrendo quei corridoi in penombra, attraverso anche i miei ricordi.
Mi rendo conto che nulla è cambiato da allora. 
Stesse mura bianche, a tratti verniciati per metà altezza da leggere sfumature.
Stessa atmosfera asettica ed accademica di un tempo. 
Nessuna nota di colore brillante, di illuminazione innovativa; nessuno spazio intelligente dedicato ad apprendimenti meno convenzionali.
Un po’ per deformazione professionale, comprendo all’istante che troppo spesso questi spazi, così importanti per l’evolversi del pensiero e delle idee dei più giovani, non permettono un reale sviluppo della mente: rimangono stantii, scanditi da regole convenzionali.
Travolto dalla nostalgia, tornando in quel piccolo banco dove ero solito passare molte ore delle giornata, vengo sopraffatto dalla convinzione che oggi più che mai, alla soglia del terzo millennio, le scuole debbano essere strutturate in modo intelligente, al fine di favorire apprendimento, creatività, collaborazione ed aperto confronto fra studente e docente.
Lo studente del futuro viene accolto da una struttura open-space, dove il dovere ed il funzionale si fondono, offrendo a tutti una grande opportunità di creazione ed apertura verso l’altro.
Lo sviluppo dell’idea viene favorita da un ambiente innovativo: giochi di luci ed ombre, morbide forme e note di colore disposte al punto giusto, catalizzano l’attenzione di chi viene motivato ad imparare ed affrontare sempre nuove realtà e sfide.  
Una nuova istruzione che, senza abbandonare classici schemi e vecchie pagine, osservi l’attuale con occhio attento, verso un futuro di partecipazione e realizzazione. 
Il telefono squilla: per ora sono costretto ad accantonare questo nuovo capitolo concettuale e affrontare in nuovi progetti già in cantiere. 

 

Sunday 4th March.

Back to my old elementary school on such an important day for the future of Italy, I found myself wandering through my memories while walking through those old corridors and I realized that nothing really changed after all. Same old, white walls, occasionally mid-height painted with clear but soft shades. Same cold, academic atmosphere of all time. No sign of brilliant colors, innovative lighting; no smart spaces that spark unconventional learning strategies. Due to professional tendency, I instantly understand that the importance of the intellectual development of all human beings but do not allow for efficient growth of the student mind; instead those spaces remain still and ruled by outdated structures. I found myself stuck in a nostalgic mood, thinking back to that little desk where I used to spend so many hours everyday. I am firmly convinced that nowadays more than ever, on the threshold of the third millennium, schools should be organized with a smarter approach, in order to promote a better way of learning with the intention to push creativity, collaboration and an open dialogue between teacher and student. I imagine that the student of the future will be welcomed by an open-space area, where duty is strictly linked to the functional aspect and that will offer to everyone a great opportunity of being creative and open to each other. The development of an idea should be stimulated by a cutting edge environment with light and shadow effects, smooth shapes and bright color details that would further motivate someone who is now progressing and facing brand new situations and challenges. A contemporary concept of education that moves towards a cooperative and creative future with a keen approach, by maintaining the standard curriculum and academic framework.

My phone is ringing; I have to to put aside this fresh, conceptual chapter for now and face my  new project in progress.

Photo by Alessandro Cinque

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