Una tragedia culturale: fermiamola con la passione, la solerzia, la voglia di fare!

Seduto al tavolo della mia cucina, sorseggiando una fresca spremuta d’arancia, sfogliavo L’Espresso. 
Alla radio in sottofondo le polemiche sulla prossima manovra finanziaria, l’ira del ministro Tria, la flat tax, il reddito di cittadinanza e le pensioni. 

Individuati i colpevoli del crollo del Ponte Morandi, 7 gli indagati per la tragedia del Pollino..
La lettura dell’articolo catturò completamente la mia attenzione e dimenticai le voci in sottofondo. 
Oggi, in italia, il 24,7 % degli studenti abbandona la scuola prima del Diploma, questo il dato del 2018.  Dal 1995 ad oggi circa tre milioni e mezzo di studenti hanno lasciato, senza raggiungere il prefissato traguardo, dimostrando il fallimento sociale e culturale di cui il nostro pease si è fatto teatro. 
E per chi non ancora fosse scosso dalla notizia quanto lo fui io questa mattina, il dossier specializzato della rivista Tuttoscuola evidenzia le perdite in denaro che questo fenomeno ha causato: circa 5 miliardi e 520 milioni di euro soltanto per i cicli scolastici 2009-14, 2014-18.
Gli studenti abbandonano la classe perché annoiati e stanchi ed i docenti, schiacciati dalla Buona Scuola, sembrano aver perso tanta di quell’energia, autonomia di pensiero ed impegno personale necessario per diffondere in chi ascolta l’importanza del sapere, la passione per la conoscenza, il suo fervore ed il desiderio di essere partecipanti attivi della vita politica, artistica, culturale del paese e del cambiamento.
Istruzione oggi significa anche migliori condizioni di vita, maggiore attenzione alla salute, maggiori possibilità di lavoro, più democrazia ed integrazione.
Tutte constatazioni che, se guardiamo l’Italia di oggi, dovrebbero far immediatamente apparire la voglia di reagire, di non aspettare seduti alla scrivania che la giornata trascorra ma di alzarsi e fare. Seguendo le proprie passioni, impegnandosi per realizzare i propri sogni è necessario cercare di migliorare le vite di chi ci è accanto, ognuno con il suo modo, come viene meglio. 
Ed un dato del genere non può passare inosservato, non possiamo far finta di niente e dimenticare.  E’ inaccettabile che in un pease come nostro, oggi, ancora il 24,7 % degli studenti lasci la scuola dimostrando palesemente il fallimento del sistema dell’istruzione pubblica, invecchiato, scoraggiato, stanco. 
A completare il quadro della situazione si aggiunge l’immensa fuga dei cervelli a l’estero; si aggiunge sia alle perdite economiche che il pease deve sopportare, sia al danno sociale e culturale che l’Italia deve subire.
Io mi rimbocco le maniche, mi alzo dal tavolo e mi dirigo a passo svelto presso il mio studio. Oggi accoglierò alcuni studenti provenienti dalla Cina per un workshop: non vedo l’ora di trasmetter loro tutta la passione e l’energia che ogni giorno metto nella costruzione di opere architettoniche ideate con l’intento di migliorare la vita degli uomini che ne fanno esperienza!
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A cultural tragedy: let’s stop it with passion, diligence, the willpower!
Sitting at the table in my kitchen, sipping a fresh orange juice, I leafed through L’Espresso.
On the radio in the background the polemics about the next financial maneuver, the wrath of Minister Tria, the flat tax, the income of citizenship and the retirement benefits 
Identified the perpetrators of the collapse of the Morandi Bridge, 7 the suspects for the tragedy of Pollino ..
The reading of the article completely captured my attention and I forgot the voices in the background.
Today, in Italy, 24.7% of students leave school before the Diploma, this is the figure of 2018. From 1995 to date, about three and a half million students have left, without reaching the pre-established goal, demonstrating the social and culture failure.
And for those not yet shaken by the news as I was this morning, the specialized dossier of the magazine Tuttoscuola highlights the losses in cash that this phenomenon has caused: about 5 billion and 520 million euro only for the school cycles 2009-14, 2014-18.
Students drops out the classroom because they are bored and tired and the teachers are crushed by the Good School, seems to have lost so much of that energy, autonomy of thought and personal commitment necessary to spread in the listener the importance of knowledge, the passion for knowledge , his fervor and desire to be active participants in the political, artistic, cultural life of the country and of change.
Education today also means better conditions, more attention to health, more job opportunities, more democracy and integration.
All facts that we look today in Italy, should immediately make you want to react, not to wait sitting at the desk that the day passes but to get up and do. Following one’s own passions, committing oneself to realize one’s dreams, it is necessary to try to improve the lives of those around us, each one in his own way, as it is best.
 
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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. G bosio ha detto:

    Dati falsi.. i nati del 1999 erano 514000 i diplomandi del 2018 circa 500000. Promosso il 99.6 -% abbandono 2.8% forse è questo il problema . Senza competenze e abilità specifiche.

  2. Gentilissimo, non ho ben capito quali dati rietiene non attendibili e qual
    è il problema secondo lei!

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