Il mio abbraccio ad Alessandro Mendini

Oggi, dopo giorni nei quali quotidianamente il mio pensiero ha portato alla superficie innumerevoli memorie, riesco finalmente a trovare le parole adatte per porgerti il mio saluto.

In molti ti hanno ricordato subito dopo l’improvvisa notizia richiamando alla memoria le tue grandi opere e la tua influente personalità; queste parole hanno fatto nascere in me un sentimento di malinconia che solamente adesso si fa maturo per essere colto e trasformato in un addio.

Ricordo il nostro primo incontro a Verona durante “Abitare il Tempo” nel 1988, gli scambi di opinioni e le conversazioni mai banali, ricordo la purezza della tua energia e la tua profondità d’animo.

L’unicità della tua espressività con la quale hai scritto fondamentali pagine di storia mi ha sempre profondamente affascinato anche se il mio percorso linguistico è stato sempre dissonante rispetto al tuo.

Ricordo discussioni sui diversi approcci possibili riferiti al percorso progettuale, una molteplicità di sfumature che rendono ogni grande architetto diverso dall’altro.

Sin da nostro primo incontro è stato subito chiaro che ciò che univa il nostro essere era il credere nei propri sogni, così intensamente da manifestarli e dargli forma.

Riposa in pace caro amico mio.


My goodbye to Alessandro Mendini

Today, after days in which my thoughts have brought countless memories to the surface, I eventually found the right words to tell you goodbye.

Many words praising your great works and your influential personality have been spent after the sudden event, and I immediately felt a feeling of melancholy that is now ripe to be picked and to be transformed into an adieu.

I remember our first meeting in Verona in 1988 during “Abitare il Tempo”, our exchange of ideas and the very interesting conversations; I remember the purity of your energy and the depth of your spirit.

Even though your linguistic path has always been different from mine, the uniqueness of your expressiveness has always been very fascinating to me.

I remember talking with you about the vastness of the different possible approaches to projects, that make every great architect one of a kind.

Since our first meeting it was immediately clear that believing in our dreams, so intensely to manifest and shape them was the thing that connected us.

Rest in peace my dear friend.

 

Photography by Maurizio Marcato

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