La sacralità delle cose

Mi capita spesso di soffermarmi a pensare circa la sacralità delle cose. 
Intendo le cose oltre la loro esistenza concreta, qui ed ora. 
Una sedia oltre ad essere un oggetto comprende un’ampia sfera di significati, emozioni, sensazioni, immagini che si creano nella mente nel momento in cui desidero una sedia e ci penso. 
Sono appena rientrato dall’India, dopo qualche giorno trascorso tra New Delhi,  Jaipur e Mandawa in compagnia della cara amica ed illuminata committente Gabriela. Lì sto trasformando i resti di un affascinante Haveli (residenza di alto profilo realizzata dai mercanti ottocenteschi sulla via della seta) in un hotel di lusso, volto ad accogliere gli ospiti in uno spazio surreale, ammaliante, ricco di commistioni tra passato, presente e prossimo futuro. 
L’India è una terra cara, sacra e caratterizzata da coinvolgenti suggestioni che alla realtà, spesso cruda, mescola la tensione verso qualcosa di intangibile e straordinario che riesce a far vibrare e scuotere l’anima.
Osservare lo sguardo felice di chi, ad un superficiale giudizio occidentale, sembra non aver nulla mi spinge a riflettere su me, la mia vita e quanto ho creato e continuo a creare. 
Una donna riposa a terra, per strada, accanto al suo bambino; non dovrebbe, non è giusto per lei. Eppure nei suoi occhi leggo serenità e pace, non rabbia e tristezza ma gioiosa accettazione di uno stato. Spesso vedo palesemente, invece, ira e dispiacere nei volti di persone conosciute e sconosciute appartenenti alla nostra dimensione di “occidentali evoluti”, a cui nulla sembrerebbe mancare. 
Riletto mentre sorvolo i cieli dell’Iran e della Turchia, sopra la Grecia ed al Montenegro, dal Brasile alla Cina e cerco di far quadrare invano i miei pensieri: per essere ricchi non è necessario possedere una grande quantità di beni, ma spogliare il proprio animo dai facili giudizi, dai preconcetti e dalle banalità, essere felici e ringraziare Dio di svegliarsi ogni mattina per vivere con pienezza ed entusiasmo un nuovo meraviglioso giorno.  Ogni volta che visito l’India questa consapevolezza torna in me più forte di prima. 


The sacredness of the things 

I often pause to think about the sacredness of the things. 
I mean things beyond their actual existence, here and now. 
A chair in addition to being an object includes a wide range of meaning, emotions, sensations, images that are created in the mind when I want a chair and I think about it. 
I have just returned from India, after a few days spent between New Delhi, Jaipur and Mandawa with my dear friend and enlightened client Gabriela. There I’m transforming the remains of a charming Haveli (high-profile residence built by nineteenth-century merchants on the Silk Road) into a luxury hotel, designed to welcome guests in a surreal space, fascinating, full of blends between the past, present and near future.  
India is a beloved land, sacred and characterized by involving suggestions that mixes with an often raw reality the tension towards something intangible and extraordinary that can make the soul vibrate and shake.
Observing the happy gaze of those who, at a superficial western judgment, seem to have nothing prompts me to reflect on myself, my life and what I have created and continue to create. 
A woman rests on the ground, on the street, beside her child; she should not, it’s not right for her. Yet in her eyes, I read serenity and peace, not anger and sadness but joyful acceptance of a state. 
Often I see, instead, anger and sorrow in the faces of known and unknown people belonging to our “western dimension evolved”, to which nothing would seem to be missing. 
While I fly over the skies of Iran and Turkey, over Greece and Montenegro, from Brazil to China, I try to balance my thoughts in vain: to be rich it is not necessary to possess a large number of goods, but divest your soul from easy judgments, preconceptions and banalities, being happy and thanking God to wake up every morning to live with fullness and enthusiasm a new wonderful day. Every time I visit India this awareness comes back to me stronger than before.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...