Il tempo delle donne – Uguaglianza e diversità dei corpi

Nel famoso discorso a Washington, nell’agosto del 1963, Martin Luther King disse: “Tutti gli uomini sono stati creati uguali”.  
Da sempre i modelli e i ruoli sono codificati dalla società di riferimento. Siamo tutti diversi  a partire dal genere, dai tratti somatici, dai caratteri, provenienze, religioni. L’uguaglianza dei corpi e la metamorfosi alla quale siamo soggetti ci unisce e porta all’accettazione dell’imperfezione.

L’idea di Podcast Suite powered by Best Western, realizzata per la partecipazione alla sesta edizione dell’evento “Il Tempo delle donne” organizzato dal Corriere della Sera, è stata quella di creare uno spazio interattivo dove le persone sostano, riflettono, interagiscono in modo altro, un luogo sospeso e scevro da condizionamenti. 
Il bianco assoluto, attraverso iconici arredi dalle geometrie variabili, invade completamente l’installazione come metafora di purezza e uguaglianza, invitando a comprendere come alla base di ciascuna diversità vi sia una natura comune, un unico e primordiale soffio vitale. 
La diversità non dovrebbe più essere una barriera: tutti abbiamo un’identità, ma ognuno si distingue per la propria. La diversità ci rende uguali, speciali come individui. 

La diversità è un valore, un’opportunità di crescita per il singolo e per la comunità. 


The time of women – Equality and diversity of bodies 

In the famous speech in Washington, in August 1963, Martin Luther King said: “All men were created equal”. 
Models and roles have always been codified by the reference society. We are all different starting from the genre, for the somatic traits, for the characters, for the origins, for the religions. The equality of bodies and the metamorphosis to which we are subject binds us together and leads to the acceptance of imperfection.

The idea of Podcast Suite powered by Best Western, created for the participation in the sixth edition of the event “The Time of Women” organized by Corriere della Sera, was to create an interactive space where people pause, reflect, interact in another way, a suspended place and free from conditioning.
The absolute white, through iconic furniture with variable geometries, completely invades the installation as a metaphor of purity and equality, inviting to understand how at the base of each diversity there is a common nature, a single primal breath of life.
Diversity should no longer be a barrier: we all have one identity, but each one stands out for his own. Diversity makes us equal, special as individuals. 

Diversity is a value, a growth opportunity for the individual and for the community.

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