Una riflessione sul nostro Paese

La crescita economica di un paese si basa inevitabilmente sulle sue capacità di apportare innovazione e di organizzare in maniera efficace il sistema del lavoro; insegna quindi l’economista Schumpeter che la crescita reale di un territorio è sia il frutto dell’incremento di capitale sia il risultato di investimenti fatti nei settori della ricerca e della sperimentazione affinché ci sia utilizzo intelligente delle risorse a disposizione, ed un sistema lavorativo efficace in grado di evolversi così come cambia il mondo attorno.

La capacità di innovare e di organizzazione di un paese dipendono direttamente dalle istituzioni che regolamentano il paese e, a loro volta, il funzionamento delle istituzioni e la fiducia che le persone nutrono in queste sono conseguenza delle abilità e del comportamento della classe politica vigente.

La relazione però è biunivoca: non soltanto dei buoni politici permettono alle istituzioni di funzionare correttamente (e quindi di regolamentare in maniera efficiente il sistema economico) ma è anche un frizzante e funzionale sistema economico che può spronare istituzioni e classe politica affinché il progresso continui, l’evoluzione non si arresti, il popolo riconquisti la fiducia e continui ad investire fisicamente e moralmente le proprie energie nella crescita del paese.

Ecco in Italia il sistema si è inceppato.

C’è un granello che blocca l’ingranaggio. Il nostro paese tenta ancora di uscire dalla crisi del 2008 mentre per gli altri stati europei questa è ormai soltanto un lontano ricordo.Che cosa stiamo sbagliando? Che cosa non funziona? Credo che il nostro problema siano la mancanza di innovazione di prodotto e di sistema, l’infinita burocrazia, le poche energie investite in ricerca e sviluppo tecnologico, gli scarsi incentivi offerti ai lavoratori onesti, la lotta debole all’evasione fiscale, il clientelismo, la poca meritocrazia.

E questi sono proprio il risultato inevitabile di una palese mancanza di istituzioni efficacemente funzionanti, che spingano verso il rispetto delle leggi, che supportino e premino l’innovazione; a causa di una classe politica che non è effettivamente in grado di guidare le istituzioni ma che piuttosto tende a non rompere equilibri esistenti per timore o beneficio diretto ed a spendere energie affinché lo status quo non si modifichi e tutto rimanga sempre così com’è mentre il mondo fuori intanto, però, si evolve.

Battibecchi futili ininterrotti, dichiarazioni e smentite continue, gli schieramenti di governo che si modificano senza troppo ritegno, il Parlamento che da curva ultras diventa Papeete catturano la nostra attenzione ma non mutano la situazione. Il vero motore del cambiamento, in realtà, dobbiamo essere noi: noi che lavoriamo ogni giorno con passione, e che con dedizione ci impegniamo ogni giorno per sperimentare, conoscere apportare innovazione e costruire un nostro mondo migliore nel mondo.

Non facciamoci scoraggiare, manifestiamo per i nostri diritti, affermiamo la nostra opinione!

Some thoughts about our country

The economic growth of a country is inevitably linked to its ability to innovate and organize the labour system effectively. As the famous economist Schumpert teaches, real growth is attained both through increase in capital and investments in the fields of research and experimentation. The resources can then be cleverly managed and an effective labour system is able to evolve as the world changes.

Innovation and organisation abilities are directly connected to the functioning of a countriy’s institutions, and the latter fulfil their purpose and gain trust when the political class in force is capable and competent. However, there is a one-to-one relationship between these two elements: not only are capable and skilled politicians allowing institutions to function properly (and therefore efficiently regulating the economic system), but it is also a functioning economic system that spurs institutions and the political class so that progress continues, evolution does not stop, people regain confidence and continue to spend their energy in the growth of the country.

In Italy the system has jammed!

Something is stuck and not working right. While our country is still trying to get out of the 2008 crisis, for the other European countries this has already become a distant memory. What are we doing wrong? What is not working the right way? I believe our problem is the lack of product and system innovation, the endless bureaucracy, the little energy invested in research and technological development, the scarce incentives offered to honest workers, the weak fight against tax evasion, patronage, the lack of meritocracy.

These shortcomings are the inevitable result of a notable lack of effectively functioning institutions, which do not strive towards the compliance with the law, and support and reward innovation, but rather invest their energy in order to maintain the status quo.  And this is all happening while the outside world continues to evolve and to move on.

Constant bickering, continuous denied statements, parliament parties that shamelessly interchange and act like fools trying to catch our attention, but not changing the situation. The real change must come from us: the people who work everyday with passion and dedication, who commit themselves to experimentation and innovation, who try to build the best for our future world.

Let’s not be discouraged, let’s demonstrate for our rights and our opinion!

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Sauro Bacchi ha detto:

    Caro Simone condivido ogni tua singola parola, il coraggio è un’elemento di cui non se ne può fare a meno.

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