Una riflessione sulla nuova ospitalità

Periodo veramente infausto quello presente. Tutti in grande sofferenza affettiva, intellettuale, economica, ma non dobbiamo mollare! 
“Dobbiamo stare fermi correndo”, amo ripetere spesso in questo periodo!
L’impressionante quanto devastante stop subito dal settore della ricettività che ancora perdurerà, induce un’estesa riflessione di campo su nuove dimensioni possibili legate al mondo della frequentazione dei luoghi, del contatto, della condivisione. 

I movimenti, la gestualità, l’interattività dell’uomo nello spazio involucrato ed involucrante subirà alterazioni che dovranno essere normate e apriranno nuovi scenari funzionali, ergonomici, comportamentali e dunque progettuali.
Stiamo diventando, in questo storico momento, sempre più smart, ci stiamo velocemente abituando ad utilizzare ciò che la tecnologia ci offre per connetterci e condividere, per muoverci virtualmente e ciò rappresenta solo l’inizio di una trasformazione del nostro modo di relazionarci con l’attuale dimensione spazio temporale.

Alterazione, ibridazione, contaminazione, dunque, rappresentano le parole chiave per il mondo che verrà.
Infinite saranno le variazioni di dettaglio e di sistema nei luoghi connessi alla dimensione dell’ospitalità, ma non solo. L’uomo dovrà articolare i propri movimenti in un rinnovato spazio attraverso una ritualità altre.

La tematica della sicurezza congiunta alla sostenibilità, in ogni luogo, diverrà nodale e partendo da questo punto fermo, nasceranno una miriade di prodotti, contenutisticamente ed espressivamente non presenti adesso sul mercato, adatti a coprire diversi quadri esigenziali.

Attualmente, a parte il lavoro che stiamo conducendo da remoto, su tematiche di architettura e di architettura degli interni che avevamo in corso prima dello scoppio della “bomba” ma con un rinnovato senso funzionale e strategico, stiamo sviluppando tutta una serie di prodotti insieme a gruppi industriali per le prospettive del vivere post pandemia.
Ora più che mai dobbiamo cercare di capire, osservare e riflettere sul nuovo rapporto tra l’uomo ed il circostante, dobbiamo interrogarci sulle alterate frontiere dei rapporti collettivi, su moti e dinamiche di interazione delle umane ed animali presenze.

Dobbiamo condividere pensieri ed attività progettuali ed imprenditoriali per favorire l’inizio di un diverso modo di abitare gli spazi. Per questo ritengo fondamentale un dialogo ancora più importante e trasversale tra filiere apparentemente diverse e lontane per individuare nuovi processi produttivi, improbabili percorsi imprenditoriali possibili, per creare sistemi d’azione estremamente performanti.
Le persone nel mondo riprenderanno a muoversi, a viaggiare, ad avvicinarsi, ad abitare in comunità temporaneamente ma con dinamiche alterate che solo attraverso cordate d’intelligenza e di visionaria imprenditorialità sarà possibile individuare con precisione. Tutti insieme abbiamo l’obbligo morale di condividere, progettare e costruire per vincere questa battaglia con l’invisibile nemico.

A consideration on the new hospitality

Really inauspicious period the present one.
We are all in great emotional, intellectual, and economic suffering. But we must not give up!
We have to stop but still run, as I usually repeat in this period!
The impressive and devastating stop suffered by the hospitality sector, which will last for a long time, induces an extensive reflection towards new possible dimensions linked to the world of frequenting places, contact, and sharing.
Movements, gestures, interactivity of man in the enveloped and enveloping space will undergo changes that will have to be regulated and will open new functional, ergonomic, behavioral, and design scenarios.

We are becoming, in this historic moment, smarter and smarter. We are quickly getting used to discover what technology offers us to connect and share, to move virtually.
This represents only the beginning of a transformation of our way of relating to the current space-time dimension.
Alteration, hybridization, contamination, are the keywords for the world that will come. 
The detail and system variations will be infinite in places connected to the hospitality dimension, but not only. Man will have to articulate his movements in a renewed space through a new rituality.

In every place, the issue of safety combined with sustainability will become crucial, and, starting from this fixed point, a myriad of products will be born, content, and expressly not present on the market now.
They also will be able to cover different needs.
In addition to the work we are conducting remotely on issues of architecture and interior design that we had in progress before the outbreak of the “bomb”, with a renewed functional and strategic sense, we are developing a series of products with industrial groups for the perspectives of post-pandemic living.

Now, more than ever, we must try to understand, observe, and reflect on the new relationship between man and the surrounding area.
We must ask ourselves about the altered frontiers of collective relationships, about motions and dynamics of the interaction of human and animal presences.
We must share entrepreneurial thoughts and activities to encourage the start of a different way of living spaces.

For this reason, I believe that an even more important and transversal dialogue between apparently different and distant supply chains is essential to identify new production processes and entrepreneurial paths with the aim of creating extremely performing action systems.
People in the world will resume moving, traveling, approaching, and living in communities but with altered dynamics where, only through a consortium of intelligence and visionary entrepreneurship, will it be possible to identify precisely. All together we have a moral obligation to share, design, and build with the aim of the win this battle against this invisible enemy.

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