You.Me Design Palace Hotel, il senso dirompente della bellezza

Ho immaginato una dimensione diversa, fuori dal quotidiano spazio-temporale, simbolo di unicità e di visioni altre, per dare forma a You-Me. 
Ho pensato di celebrare il rapporto tra ospite e ospitato attraverso la valorizzazione della parola che diviene effige e dunque parte integrante dell’anti-canonico sistema archico. 
Ho concepito questo ambito volumetrico come un’opera da offrire a Trieste e ad appassionati utilizzatori.
You-Me desidera esprimere, attraverso la su essenza, il rapporto biunivoco e di osmosi che esiste tra le cose animate ed inanimate.
You-Me racconta una storia connessa al nuovo lusso che non è fatto di opulenza e di ridondanti geometrie ma di semplicità, essenzialità e meraviglia.
You-Me rappresenta, con efficacia, la materializzazione di un rinnovato rapporto tra spazio, uomo e tempo. Si tratta di una vera e propria opera d’arte tridimensionale, abile nel generare attrazione, stupore, ricordo. È potenza costruttiva e forza generatrice capace di creare un volano comunicativo di rilevante portata.
«La bellezza del cosmo è data non solo dalla unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell’unità» ha scritto Umberto Eco. 
Così You.Me Design Palace Hotel diventa il veicolo attraverso cui il significato attuale del piacere contemporaneo prende vita, diffonde un senso nuovo e dirompente di bellezza. 
Le geometrie performanti alterano la tradizione permanente e con uno sguardo candido ed essenziale, plasmano l’intero spazio involucrato, all’interno del quale l’uomo è l’attore principale: il fulcro da cui si dipana energia. 
Negli ambiti tridimensionali che compongono l’hotel, la parola diventa architettonica nodalità ed il colore, impalpabile come il bianco o il grigio perla, si fa materia fisica da modellare e affiancare all’energico fluire degli elementi volumetrici. 
Le superfici preziose e ricercate, gli specchi che riflettono la molteplicità di senso dell’esistenza, le immagini che fondono insieme passato, presente e futuro, diventano segni tangibili, contenitori di messaggi univoci che, con le vibrazioni illuminotecniche, connotano le aree comuni e alterano con vigore lo spazio sin dentro le camere. 
In questi intimi spazi caratterizzati da una pavimentazione lignea che si trasforma in rivestimento parietale, l’intenso intreccio tra vocaboli significanti permette all’ospite di comunicare con l’ambiente attorno, con i miei pensieri, con quelli della famiglia Borin, e di trasformare l’esperienza in memoria da condividere. 
Gli spazi comuni caratterizzati da neutri cromatismi e da espansioni iconiche del logo dell’hotel  sono immaginati per coinvolgere il cliente in una dimensione visiva e funzionale improbabile. 
L’ovattata ed iper comunicativa spa, dalla forte identità visiva, è stata concepita per trasportare l’utilizzatore in un un vuoto surreale.
Una peculiare nota olfattiva e selezionate armonie sonore completano l’insieme sinestetico, avvolgente, totalizzante.
You Me,  attraverso il proprio contenuto e la propria  forma, mediante coerente fusione, contaminazione costante tra figurazioni, luce, parole e funzionalità inaspettate, esprime perfettamente un concetto a me caro: tradurre la complessità del nostro tempo in semplicità.

You.Me Design Palace Hotel, a disruptive sense of beauty

You.Me Design Palace Hotel, a disruptive sense of beauty
I imagined a different dimension, outside the everyday space-time, a symbol of uniqueness and other visions, to give shape to You-Me. 
I thought of celebrating the relationship between host and guest through the enhancement of the word, which becomes an effigy and therefore an integral part of the anti-canonical architectural system. 
I conceived this volumetric sphere as a work to be offered to Trieste and to passionate users.
You-Me wishes to express, through its essence, the two-way relationship and osmosis that exists between animate and inanimate things.
You-Me tells a story related to the new luxury that is not made of opulence and redundant geometries but of simplicity, essentiality and wonder.
You-Me effectively represents the materialization of a renewed relationship between space, humans, and time. It is a true three-dimensional work of art, able of generating attraction, amazement, and memories.  It is a constructive power and a generating force capable of creating an important communication flywheel.
“The beauty of the cosmos is not only given by unity in variety, but also by variety in unity,” wrote Umberto Eco. 
Thus, You.Me Design Palace Hotel becomes the vehicle through which the current meaning of contemporary pleasure comes to life, spreading a new and disruptive sense of beauty. 
The performing geometries alter the permanent tradition and, with a candid and essential look, shape the entire enclosed space, in which man is the main actor: the fulcrum from which energy unfolds. 
In the three-dimensional areas that make up the hotel, the word becomes an architectural nodality, and color, as impalpable as white or pearl grey, becomes a physical matter to be modeled and combined with the energetic flow of the volumetric elements. 
The precious and refined surfaces, the mirrors that reflect the multiplicity of meanings of existence, the images that blend together past, present, and future, become tangible signs, containers of unambiguous messages that, with the vibrations of the lighting technology, characterize the common areas and vigorously alter the space even inside the rooms. 
In these intimate spaces characterized by a wooden floor that becomes a wall covering, the intense interweaving of meaningful words allows the guest to communicate with the environment around him, with my thoughts, with those of the Borin family, and to transform the experience into a memory to be shared. 
The common areas, characterized by neutral colors and iconic expansions of the hotel logo, are designed to involve the guest in an improbable visual and functional dimension. 
The muffled, hyper-communicative spa, with its strong visual identity, is designed to transport the user into a surreal void.
A peculiar olfactory note and selected sound harmonies complete the synaesthetic, enveloping, totalizing whole.
You.wMe, through its content and its form, by means of a coherent fusion, constant contamination between figurations, light, words, and unexpected functions, perfectly expresses a concept that is dear to me: translating the complexity of our time into simplicity.

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