Nuove dimensioni: per altri mondi, per altra gente.

“Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero possibile di angolazioni” ha detto Ari Kiev, psichiatra statunitense. Ammaliato da come la malattia mentale è stata affrontata da culture diverse da quella occidentale, ha scritto numerosi volumi sulle pratiche non tradizionali in Africa, Asia e in Unione Sovietica.  

La realtà non è una soltanto. Non un disegno cristallino che si manifesta davanti ai nostri occhi ma una rete complessa, fitta di emozioni ed elementi, poliedrica, che dobbiamo imparare a leggere. 
Un insieme ricco di organismi che si incontrano, che assume una diversa forma sulla base del punto di vista dal quale impariamo a coglierlo.

In questo processo, l’educazione dell’individuo è fondamentale perché fornisce gli strumenti per afferrare la prospettiva, scegliere il colore delle lenti che vogliamo indossare per guardare il mondo.

La mente umana è estesa, ricca di energia e di potenza generatrice. Non “c’è” soltanto il percepito a guidare la nostra esistenza. Esiste un altro livello, quello emozionale, che lo stile di vita occidentale pone in secondo piano, frammentando l’interiorità degli individui, spingendo la sensorialità a disintegrarsi. Un’opera d’arte, un progetto architettonico, una canzone, una poesia o un testo ben scritto mirano proprio a riallineare i livelli, ricondurre l’essere umano all’unità che lo contraddistingue, alla bellezza che guida, alla purezza che illumina.

Quando immagino, disegno, progetto, è questo ciò che desidero: concepire prospettive altre, differenti dalla monotonia della quotidianità. Costruire realtà alternative per migliorare le vite, perché altri mondi sono possibili. Altre persone possono dare vita a differenti verità. Alieno è colui che è diverso, deriva dal latino alienus e significa altrui. È alieno colui che è immerso in una circostanza che non è la sua. Quante volte questo ci fa paura? Quante volte temiamo il diverso soltanto perché non lo conosciamo abbastanza?

Alieni potremmo essere perfino noi nella nostra esistenza quotidiana, per chi ci guarda da lontano. Aliena è per noi la morte perché ignoriamo la sua consistenza, le sue fattezze e il suo aspetto. Ma nulla dice che sia maligna. 
Potrebbe essere un ponte, un varco, un sentiero che ci porta verso una nuova dimensione. Fatta di una sostanza diversa da quella che siamo abituati a modellare con le mani, osservare cogli occhi, percepire attraverso i sensi. E se la morte fisica non fosse una perdita ma una via verso nuovi spazi e straordinari progetti da immaginare?

New dimensions for other worlds, for other people. 

The best way to understand the world is to see it from as many angles as possible” said Ari Kiev, a US psychiatrist. Intrigued by how mental illness was dealt with by cultures other than the West, he wrote several books on non-traditional practices in Africa, Asia and the Soviet Union.  

Reality is not just one. It is not a crystalline pattern that manifests itself in front of our eyes but a complex network, dense with emotions and elements, multifaceted, that we must learn to read. A rich set of organisms that takes on a different shape, depending on the point of view from which we learn to grasp it. In this process, the education of the individual is fundamental because it provides the tools to decide the perspective, to choose the color of the lenses we want to wear to look at the world.

The human mind is vast, full of energy and generating power. It is not only the perceived that guides our existence. There is another level, the emotional one, which the western lifestyle puts in the background, fragmenting the interiority of individuals, pushing sensoriality to disintegrate. A work of art, an architectural project, a song, a poem or a well-written text that aims precisely at realigning the levels, bringing human beings back to the unity that distinguish them, to the beauty that guides, to the purity that illuminates.

When I imagine, design, project, this is what I desire: to conceive other perspectives, different from the monotony of everyday life. To build alternative realities to improve existences because other worlds are possible. Other people can give life to different truths. Alien is someone who is different, it derived from the Latin alienus and it means other. An alien is who is immersed in a context that is not his own. How often does this frighten us? How often do we fear who is different because we do not know them well enough?

Aliens could even be us in our daily lives, for those who look at us from outside. Death is alien to us because we are unaware of its texture and appearance. But nothing says it is bleak. Maybe it is a bridge, a gateway, a pathway to a new dimension. Made of a different substance from the one we are used to molding with our hands, observing with our eyes, perceiving through our senses. What if physical death is not a loss but the passage to new spaces and extraordinary projects to imagine?

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