L’architettura della natura umana

Dal 1964 si sente parlare di Particella di Higgs, Bosone di Higgs, particella di dio. C’è chi scometteva sulla sua non esistenza, chi l’ha definita dio perché creatrice di materia.
Un paio di giorni fa questa particella è stata trovata, è stato sperimentalmente vista.
Il Bosone di Higgs è una particella prevista all’interno di una teoria, con corrispettivo matematico, chiamata modello standard che spiega il comportamento delle particelle conosciute, io la immagino, sicuramente semplificando, come il parallelo fisico della tavola degli elementi di Mendeleev. Il Bosone di Higgs è la particella che fa sì che le altre particelle acquisiscano massa, ed è stato teorizzato ben 48 anni fa!
Ammetto di apprezzare e leggere incuriosito i continui risultati del fantomatico Cern. Sapere che ci addentriamo costantemente all’interno dell’universo è curioso, interessante. Stiamo entrando dentro la materia, anzi, grazie al Bosone, inevitabilmente si pensa a cosa ci sia oltre la materia,la materia oscura, l’energia allo stato brado di cui ho letto essere composto il 98% dell’universo!
Spesso dimentico, che si sta parlando di natura, di ciò che è, della fattura del mondo. Stiamo togliendo il vestito a qualcosa che da sempre ci affascina, sono tasselli per la conoscenza di ciò che è sempre stato.
Nei miei progetti tengo costantemente presente la natura, come prima architettura, le sue forme ammaliano e ispirano. Queste scoperte e questi “viaggi” negli acceleratori, nella glassa della materia, svelano un lato della natura, che apre pensieri e fantasia dando costantemente nuova linfa ad un immaginario che ha un retrogusto stranamente reale. Un reale in vantaggio sul surreale.
L’acceleratore sembra accelerare il tempo, apre metaforicamente il nostro pensiero, lo rende più veloce e ricettivo nell’accettare realtà che prima erano pensate soltanto al riparo delle improbabili sopracciglia di Spock, di cui ci si liberava facilmente assieme al salto nell’iperspazio della navicella Star Trek, nella sigla conclusiva. Ora invece antimateria, energia oscura, particelle sconosciute si presentano a noi quasi beffarde, sono verità scientifiche, sperimentali.
La conoscenza è apertura, possibilità per plasmare nuovi linguaggi e valori, non c’è nulla di cui aver timore, c’è, invece, molto materiale da soppesare per esser pronti a comprendere la bellezza di quella che è anche la nostra natura.

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