Una riflessione sul brutto

Definire i canoni della bruttezza sembra sempre difficile, quasi impossibile (Umberto Eco ha lavorato molto su questo tema).
Quando volgo lo sguardo su ciò che mi circonda: da una parte la natura, emblema di bellezza e meraviglia creata da Dio, dall’altra il terroristico costruito, salvo poche eccellenze, delle nostre città, non posso che affermare: le nostre periferie non solo sono dei veri e propri mostri, ma rappresentano un reale oltraggio a quanto realizzato dal Creatore.
Durante i miei continui voli, quando l’aereo é in atterraggio mi diverte guardare le maglie urbane piene di dinamiche luci che appaiono sempre ai miei occhi come affascinanti e seducenti paesaggi ancestrali.
Durante il giorno, cambia sempre il film!

Mi trovo sempre assediato da sconcertanti banalità architettoniche, da tremebondi interventi privi di contenuto, insieme a troppo poche meraviglie.
In termini generali, gli abitanti delle città sembrano narcotizzati: silenti osservatori sedati, incapaci di accorgersi della deflagrazione visiva, funzionale e  contenutistica che li attanaglia.
La questione reale é che ci siamo approfittati troppo e maldestramente delle meraviglie della nostra  terra e ci ritroviamo oggi abbracciati maleficamente, dalla logica del profitto a tutti i costi, dimenticando completamente l’impellente necessità di percorrere strade connesse alla dimensione della sostenibilità reale, dimenticando che solo attraverso la qualificazione della e per la vita, il “film” che viviamo quotidianamente potrebbe essere proprio un’altra cosa.

Il brutto fa crescere umori negativi, ci trascina in un limbo in cui non è possibile espandere la bellezza dentro di noi.
Ce la faranno i nostri eroi a far cambiare il passo al nostro pianeta?


A consideration about ugliness

It always seems difficult to define the ugliness’ rules, nearly impossible (Umberto Eco worked a lot about this topic). 
When I look at what surrounds me: on one side the nature, beauty emblem and a marvel created by God, on the other the terrorist built, except some excellences, of our cities, I must assert: our suburbs are real monsters and they represent a serious outrage to what the Creator has achieved. 
During my endless flights, while the airplane is landing, I enjoy looking at the urban fabric full of dynamic lights that always appears to my eyes like fascinating and seductive ancestral landscapes. 

During the day the movie always changes!

I feel besieged by disconcerting architectural banalities, trembling interventions without content, along with only few wonders. 
In general terms the inhabitants of the cities seem narcotized: silent sedated observer, unable to notice the visual, functional and content blast that is gripping them. 

The real issue is that we took too much advantage of the wonders of our land and we end up embraced by the profit logic at all costs completely forgetting about the urgent necessity to travel along roads connected to the real sustainability dimension, forgetting that only through the qualification of and for life, the “movie” that we daily live could be different.

Ugliness make grow negative moods, it drags us in a limbo in which it’s impossible to expand the beauty around us. 
Will our heroes be able to change the step of our planet? 

 

***Nella foto: una brutta architettura della periferia fiorentina

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